L’ansia è uno stato di attivazione mentale e talvolta corporeo estremamente diffuso ma non sempre chiaro.
Tutti abbiamo provato nella vita questo stato di tensione e la sensazione di paura che ne deriva. Spesso essa è connessa ad una situazione esterna (ad esempio un esame, un colloquio di lavoro, un cambiamento nella nostra vita, ecc.) che ne determina la comparsa. In questi casi l’ansia può essere una nostra alleata perché lo stato di attivazione che la contraddistingue permette di sfoderare al meglio le nostre competenze, le capacità e le potenzialità che “a riposo” sono meno accessibili.
Per alcuni però tali situazioni scatenano un livello d’ansia troppo elevato (spesso descritto con confusione mentale, tachicardia, mancanza di respiro, dolori addominali, sintomatologie fisiche) che nei casi più gravi sfociano nel vero e proprio attacco di panico.
In questi casi è importante analizzare la situazione che ha generato l’ansia per analizzare quali siano le cause di una reazione tanto sproporzionata.
In altri casi, quelli che di norma spaventano di più, l’ansia sembra comparire senza motivo. Sembra impossessarsi della persona senza che essa ne abbia il controllo, nelle attività più quotidiane e più comuni impedendo alla persona di vivere agevolmente la sua vita. Quest’ansia diventa quindi fonte di ulteriore tensione e diventa “paura della paura”.
Invito a leggere l’interessante articolo del collega Dott. Mauro Cutugno per approfondire le modalità di trattamento di questo doloroso stato emotivo:
ANSIA: ALLEATA O NEMICA

